Dall’11 luglio al 27 settembre 2026 nelle Sale “Maria Bonino” del Chiostro della Basilica Antica. Inaugurazione sabato 18 luglio alle ore 17.30.
Dopo il grande interesse suscitato nelle tappe che hanno caratterizzato il suo percorso espositivo, la mostra “Maria Bonino. La vita è la realizzazione del sogno della giovinezza” arriva al Santuario di Oropa, dove sarà visitabile dall’11 luglio al 27 settembre 2026 presso le Sale “Maria Bonino” del Chiostro della Basilica Antica.
L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 18 luglio alle ore 17.30, alla presenza del Vescovo di Biella, mons. Roberto Farinella e del Rettore del Santuario di Oropa, don Michele Berchi.

Mostra Maria Bonino al Santuario di Oropa
Dopo essere stata ospitata nel 2025 a Biella, Aosta e Roma e, nel 2026, a Milano, Verona, Padova, alla Camera dei deputati di Roma e a Bologna, la mostra fa ritorno nel Biellese, in un luogo profondamente legato alla storia personale e familiare della dottoressa Maria Bonino.
L’esposizione ripercorre la vita, la testimonianza umana e professionale di Maria Bonino, medico pediatra biellese, che ha dedicato la propria esistenza alla cura dei più fragili, operando in numerosi Paesi dell’Africa subsahariana e contribuendo in modo determinante alle missioni di cooperazione internazionale. Attraverso fotografie, documenti, testimonianze e materiali originali, il percorso invita il visitatore a riflettere sul significato del servizio, della solidarietà e della vocazione, offrendo uno sguardo autentico su una vita vissuta con straordinaria semplicità e radicalità.
L’approdo della mostra a Oropa assume un valore particolarmente significativo. Il Santuario, infatti, rappresenta uno dei luoghi più cari alla famiglia Bonino e accompagna la memoria di Maria fin dall’infanzia, diventando oggi lo scenario ideale per accogliere una testimonianza capace di parlare a credenti e non credenti, ai giovani e agli adulti.
L’allestimento di Oropa presenta inoltre un contenuto inedito: il pannello “Maria e Oropa”, realizzato appositamente per questa tappa della mostra. Attraverso i ricordi della sorella Cristina, fotografie di famiglia e alcuni scritti di Maria Bonino, il visitatore scopre il profondo legame spirituale che univa la dottoressa biellese al Santuario della Madonna Nera. Oropa era per Maria il luogo dell’affidamento prima di ogni partenza per l’Africa e della gratitudine al ritorno da ogni missione; un legame che l’ha accompagnata fino agli ultimi giorni della sua vita e che rende particolarmente significativo l’approdo della mostra proprio nel luogo che lei ha sempre considerato una casa spirituale.
«Esporre la mostra a Oropa per noi significa dare ulteriore senso a un percorso di vita simile a quello di ognuno di noi che, con l’affidamento alla Madonna, diventa pieno e trasforma le nostre vite in modo tale che, come ha detto san Giovanni Paolo II, “è necessario che l’eroico diventi quotidiano e il quotidiano diventi eroico”», afferma Paolo Bonino, fratello di Maria e Presidente della Fondazione.
Grande soddisfazione anche nelle parole del Rettore del Santuario, Don Michele Berchi:
«Siamo entusiasti e onorati di poter accogliere nel cuore del Santuario di Oropa questa bellissima mostra su Maria Bonino. Oltre ad essere legato a lei personalmente per amicizia, sono sempre stato molto colpito e edificato, non solo dal suo coraggio sostenuto dalla sua grande carità cristiana fino all’estremo sacrificio della vita, ma anche dall’umiltà e dalla “silenziosità” con cui lei ha sempre vissuto tale carità. Lo scopo di questa mostra non è innanzitutto rendere omaggio alla figura di Maria Bonino, e tanto meno misurarsi con lei, ma, come dice il titolo, contribuire a suscitare in ciascuno il desiderio di una vita piena e realizzata, come compimento di quella promessa che il Signore ha posto nel cuore di ogni uomo. E dove meglio che sotto il manto della Madonna di Oropa, che dottoressa Maria Bonino ha sempre tanto amato?»
L’allestimento al Santuario sarà inoltre impreziosito dalla presenza della scultura in pietra di torrente “Maternità Africana”, realizzata dall’artista biellese Cecilia Martin Birsa, ultima allieva di Placido Castaldi, e già esposta nella prima tappa biellese della mostra a Palazzo Ferrero. L’opera non raffigura il volto di Maria Bonino, ma vuole rappresentare simbolicamente tutte le donne che, ogni giorno, scelgono di mettersi al servizio delle persone più fragili. Al centro della composizione è l’abbraccio a una bambina, fulcro della scultura e simbolo del futuro: perché la maternità, nel suo significato più profondo, è uno sguardo rivolto alla vita e alla speranza. Inserita nel percorso espositivo di Oropa, l’opera torna a dialogare con la testimonianza umana e professionale di Maria Bonino in un luogo a lei particolarmente caro, offrendo ai visitatori un’ulteriore occasione di riflessione.
L’esposizione è promossa dalla Fondazione Maria Bonino ETS, nata per custodire e diffondere l’eredità umana, professionale e spirituale della dottoressa biellese. La Fondazione sostiene progetti sanitari, educativi e di sviluppo nei Paesi dell’Africa subsahariana in cui Maria Bonino aveva operato, affiancandoli ad altre iniziative nate successivamente: alcune dal profondo legame con le persone con cui aveva condiviso il proprio impegno, altre dall’incontro con realtà e opere in sintonia con i valori, gli obiettivi e il metodo d’azione della Fondazione.
L’ingresso alla mostra è libero, dal lunedì alla domenica con orario 8-22.
Ringraziamo di cuore per l’accoglienza il Santuario di Oropa.
La mostra “Maria Bonino. La vita è la realizzazione del sogno della giovinezza” è stata realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, con il sostegno di Banca Patrimoni Sella & C., Banca Simetica, Azimut Capital Management e il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Città di Aosta, Provincia di Biella, Città di Biella, Comune di Camandona, Unione Industriale Biellese e Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese.
La cura della mostra è di Giuseppe Frangi con la direzione artistica di Andrea Benzoni di Concreo srl e le illustrazioni di Giacomo Bettiol. Vogliamo ringraziare la scultrice Cecilia Martin Birsa.