Siamo lieti di leggere del tempestivo rimpatrio degli italiani dalla Cina e con ancora maggiore emozione abbiamo letto la notizia del rientro di Niccolò trasportato su un aereo militare dotato di camera di biocontenimento.
L’assunzione di un protocollo per il rimpatrio di italiani dall’estero, che richieda particolari procedure di isolamento sanitario, è stato il primo obiettivo che la Fondazione Maria Bonino si è data. Maria Bonino, infatti, dopo aver contratto l’infezione che nel giro di poche settimane l’ha uccisa, non è potuta essere rimpatriata a causa dell’alto rischio di contagio e per l’inesistenza di un protocollo nazionale che ne tutelasse il rientro.

Il volo aereo che ha riportato in Italia Niccolò, grazie all’attuazione dello specifico protocollo, è per noi motivo di soddisfazione.

Siamo vicini al personale sanitario che in queste ore sta lavorando per la nostra tutela, e alle famiglie di chi è stato contagiato e non è sopravvissuto.