In Tanzania, dove la Fondazione Maria Bonino sostiene il Centro diurno per bambini disabili “Baba Oreste”, sono stati chiusi molti degli 85 centri individuati per la gestione in isolamento dei pazienti affetti da coronavirus. I Centri attualmente aperti sono 11, inclusi quelli privati.

Il Ministro della Salute ha invitato la popolazione a non abbassare la guardia poichè potrebbe esserci una seconda ondata di infezione e la popolazione, che non si è rivolta ai centri di cura per il timore di infettarsi, è stata invitata ad accedervi senza paura. L’attuale tasso di infezione, il numero di malati e di decessi per coronavirus in Tanzania non è noto dal momento che il governo non fornisce regolarmente aggiornamenti.

I dati diffusi all’inizio di maggio parlano di 509 casi positivi e 21 morti. Mentre a giugno i casi positivi resi noti sarebbero stati 66. Le scuole, chiuse il 18 marzo sono state riaperte. Anche gli aeroporti non hanno più limitazioni.

La comunità medica è però allarmata per la non osservanza del distanziamento sociale e le scarse misure di prevenzione messe in atto dal governo dopo la riapertura.


Che cosa ha fatto il Centro diurno durante il periodo di chiusura per il coronavirus?

Il Centro Baba Oreste ha provveduto ad aiutare le famiglie dei bambini disabili distribuendo una tessera sanitaria per coprire le spese mediche ai 55 bambini che quotidianamente accedono alla struttura. Inoltre ha consegnato a 40 famiglie, che versano in gravi difficoltà economiche, pacchi di cibo capaci di sostituire i due pasti al giorno fatti dai bambini al Centro Baba Oreste.

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