Sostegno ai bambini malnutriti nel cuore dell’Africa

La malnutrizione severa, percentualmente così diffusa tra i bambini dell’Africa a sud del Sahara, non solo compromette lo sviluppo fisico, portando frequentemente alla morte, ma preclude un normale sviluppo mentale causando handicap gravi e permanenti.

Il nostro intervento in Congo consiste nel sostenere attività di assistenza e cura dei bambini malnutriti presso l’ospedale Notre-Dame gestito dai Padri della Consolata a Neisu, nel territorio di Rungu, localizzato nel distretto dell’Alto Uélé nella provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo.

L’ospedale, attivo dal 1985, serve un territorio di 70.000 abitanti ed è collegato a numerosi centri di salute periferici che gestisce direttamente. Con i suoi 5 medici e più di 50 infermieri distribuiti in vari reparti e servizi, l’ospedale è un eccellente esempio di organizzazione e carità al servizio di tutti, soprattutto dei più poveri e bisognosi.

Il Centro per la cura della malnutrizione opera sotto la supervisione della Pediatria. Padre Rinaldo Do, responsabile della locale missione, è il referente del progetto avviato nell’estate del 2016. Racconta che sono stati presi in carico i bambini con gravi situazioni di malnutrizione sia presso l’ospedale che nei 13 centri sanitari sparsi sul territorio realizzati negli ultimi dieci anni. Ai bambini da 0 a 6 mesi, spesso orfani di madre, si somministra quale integratore alimentare un latte in polvere di alto valore nutrizionale e si seguono in media ogni giorno una cinquantina di bambini, numero che aumenta nei periodi di epidemie.

La Fondazione sostiene da un biennio l’operato dei padri della Consolata a favore dei piccoli malnutriti con 10.000 euro/anno. Nell’ultima sua lettera del 20 maggio 2018 Padre Rinaldo ci tiene informati su quanto può fare anche con il nostro sostegno.

La somma raccolta in occasione della Camminata Camandonina organizzata dalla Fondazione Maria Bonino lo scorso 28 luglio è stata destinata ai piccoli malnutriti e malati di padre Rinaldo, il quale ha accompagnato la “Camminata” con questa lettera.