Una “casa di attesa” per ospitare future mamme prima del parto

La realizzazione di una “casa di attesa” che ospiti le donne gravide che, per via della distanza dei villaggi dai centri di salute ove partoriranno, vi giungono alcune settimane prima, rappresenta per molti contesti africani una delle iniziative di maggiore efficacia per il miglioramento della salute materno-infantile e delle condizioni sociali ed umane. È questo il caso della “casa di attesa” intitolata a Maria sostenuta dalla Fondazione presso l’ospedale di Damba, nel nord dell’Angola, dal 2007 al 2016.

Uno dei principali problemi dell’Africa sub-sahariana è la difficoltà di accesso ai centri sanitari per la distanza dai villaggi e per l’arretrato sistema viario. Molte donne gravide (spesso ad alto rischio ostetrico) sono costrette a mettersi in cammino per tempo per poter partorire in ospedale, dove giungono in anticipo (in media alla fine dell’ottavo mese di gravidanza), creando ovviamente difficoltà per il conseguente sovraffollamento dei reparti di maternità.

Era la situazione dell’ospedale di Damba, un territorio nel nord dell’Angola con circa 100.000 abitanti, dove il reparto di maternità aveva un tasso di occupazione addirittura del 360%.
Presso l’ospedale è stata dunque costruita un’abitazione che accoglie per alcune settimane prima del parto le future mamme che giungono da villaggi lontani, generalmente a piedi. La “Casa di attesa” offre alle partorienti una sistemazione sicura, controlli prenatali ed assistenza sanitaria, oltre che pasti regolari alle ospiti ed a chi le accompagna (un famigliare e spesso un figlio piccolo).
Questo è stato il primo progetto sostenuto dalla Fondazione, avviato nel 2007 insieme a Medici con l’Africa Cuamm quale partner locale. Il costo è stato di 39.000 euro per la costruzione, mentre 13.000 euro/anno hanno coperto il funzionamento della casa per i quasi dieci anni di attività (cibo, farmaci, assistenza, corsi di formazione).

In dieci anni la “Casa de espera” intitolata a Maria, nel frattempo ricostruita e dotata di migliori servizi, ha ospitato 800 future mamme che vi hanno soggiornato per un mese circa, partecipando anche a corsi di educazione sanitaria e di cura del neonato. Molte sono le storie di vita che si sono intrecciate attorno alla casa, come quella toccante di Rita, e della sua bambina Maravilha.

Presso l’ospedale di Damba ha lavorato per un anno Beatrice Buratti, ostetrica biellese in missione per Medici con l’Africa Cuamm. Beatrice ha il dono di saper raccontare con tocchi discreti e intensi quanto le accade intorno. Attraverso i suoi occhi prende forma una realtà, quella africana, che non è facile immaginare e tanto meno capire, ma che per merito delle sue parole arriva alla mente e al cuore.

Leggi le sue storie: