Fondazione Maria Bonino

Biografia

Maria Bonino è nata a Biella il 9 dicembre 1953, ha conseguito la maturità classica nel 1972, la laurea in medicina e chirurgia, con lode, presso l’università degli studi di Torino nel 1978. Nell’autunno 1980 ha cominciato a frequentare i corsi di preparazione del Cuamm Medici con l’Africa di Padova e nel luglio 1981 è partita per il Consolata Hospital di Ikonda (Tanzania) come responsabile del reparto di pediatria con annessa unità di riabilitazione per bambini malnutriti e del servizio MCH (Mother and Child Care) sul territorio. In quest'occasione ha cominciato il suo rapporto preferenziale con i bambini malnutriti, che è stato il filo conduttore dei successivi incarichi in terra africana.

Nel febbraio 1984 Maria ha frequentato il corso di medicina tropicale presso l’Institut de Medicine Tropicale Prince Leopold ad Anversa (Belgio), conseguendo il diploma in Medicina Tropicale con “distinction”. Dal febbraio 1986 al luglio 1988 è stata responsabile per il Cuamm del reparto di pediatria con annessa unità dei bambini malnutriti presso il Centre Hospitalier Regional di Tenkodogo in Burkina Faso.

Al suo rientro in Italia ha lavorato come assistente di pediatria presso l’ospedale di Moncalieri fino al gennaio 1989, quando divenne assistente prima ed in seguito aiuto presso l’U.O. di Pediatria – Neonatologia dell’Ospedale Regionale della Valle d'Aosta.

Tra il 1992 e il 2003, Maria ha svolto incarichi in vari Paesi Africani, sempre nell’ambito di programmi di cooperazione internazionali: come responsabile del reparto di pediatria presso l’ospedale regionale di Iringa, in Tanzania; come coordinatrice dei servizi territoriali ad Arua, in Uganda; come responsabile del reparto di pediatria presso il St. Mary Hospital Lacor di Gulu, sempre in Uganda.

Nel marzo 2003, con un progetto del Cuamm, è partita per Uige (Angola) per lavorare nel reparto di pediatria dell’ospedale provinciale.

Dall’ottobre 2004 aveva denunciato la comparsa di morti sospette per “febbre emorragica”. Al riguardo non ebbe mai risposta relativa agli accertamenti eseguiti ed inviati alla capitale Luanda ai tecnici del ministero della sanità angolano. Nel febbraio 2005 si ebbe una recrudescenza di casi, tutti mortali, di febbre emorragica. Anche in questa circostanza Maria non ebbe sostegno dalle autorità locali fino alla morte di un’infermiera, la prima di una lunga lista che avrebbe coinvolto anche lei.

Il 16 marzo Maria lamentò i primi sintomi e il 20 marzo fu trasportata in aereo a Luanda e ricoverata in isolamento presso una clinica della capitale. Spirava alle 6,30 del 24 marzo 2005.

Riposa in terra d'Africa per sua espressa volontà.