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Sabato 20 marzo 2009 Papa Benedetto XVI, nel corso della sua prima visita pastorale in Africa, dopo la Messa celebrata in Angola nella chiesa di Sao Paulo di Luanda, ha ricevuto la mamma di Maria, Gabriella, e la nipote Enrica. Un incontro semplice, straordinario ed emozionante, in cui il Santo Padre ha voluto manifestare la sua partecipazione alla storia di Maria, alla sua dedizione, al sacrificio della sua vita, ed esprimere la sua paterna simpatia ai familiari e a quanti le hanno voluto bene.
Il giorno successivo Benedetto XVI, nel corso del suo incontro con i movimenti cattolici per la promozione della donna, a cui erano presenti due milioni di persone, ha ricordato ai presenti la figura di Maria, coraggiosa pediatra che morì in Angola insieme ai suoi piccoli pazienti.
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Venerdì 11 dicembre alle ore 18 si è tenuto a Biella il consueto incontro di fine anno della Fondazione con la comunità biellese. Il presidente Paolo Bonino ha ricordato alcuni dei risultati conseguiti e ringraziato i Biellesi per il loro sostegno prezioso e incondizionato. Ambrogio Sangalli, medico ginecologo dell’ospedale di Biella, ha spiegato come con il supporto della Fondazione Bonino sarà in Ciad nei prossimi mesi per curare chirurgicamente le fistole vescicolo-vaginali. Sergio Albertazzi, illustrando gli aspetti finanziari e i progetti sostenuti dalla Fondazione, ne ha sottolineato i minimi costi di esercizio, che fa si che più del 96% del budget sia destinato alle erogazioni (contro il 70% di riferimento per le onlus). Sono inoltre intervenuti in video e/o audio conferenza il dott. Raviglione dell’OMS e il dott. Bertolaso del Dipartimento di Protezione Civile. Mario Raviglione ha parlato dell’impatto di alcuni progetti sostenuti da FMB anche in un più ampio contesto internazionale. Guido Bertolaso ha avuto commosse parole evocando la figura di Maria, che egli cercò di ricondurre in patria (senza riuscirvi) dopo che era stata contagiata dal virus di Marburg. Quanto all’attività della Fondazione, “small is beautiful” ha affermato Bertolaso, convinto sostenitore, per la loro efficacia, proprio di quegli interventi magari piccoli e locali, ma mirati e concreti, che sono nel modo di operare della FMB, a suo dire “una delle realtà più prestigiose che abbiamo in Italia per fare del bene in Africa”.
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Il Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Biella “Voltianimiamo” (indirizzato agli animatori diocesani ed articolato in una serie di esperienze di crescita comunitaria con conclusione a fine marzo 2010), propone quest’anno come tema il “viaggio interiore verso l’alto”. In questo contesto sono state scelte come figure di riferimento Pier Giorgio Frassati, don Oreste Fontanella e Maria Bonino, come testimoni del dono dei propri talenti fatto agli altri.
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A cavallo tra luglio ed agosto 2009 Caterina Bonino, membro della fondazione e studente di medicina, ha trascorso insieme ad alcune compagne di università qualche settimana presso la missione St. Philip, nel cuore dello Swaziland, dove la fondazione sostiene un progetto. "Bisogna almeno assaggiare un po' di Africa … per cominciare ad intuirla" ha capito Caterina, che nell’esperienza, ricca e intensa, si è trovata coinvolta nelle principali attività condotte dalla suore missionarie (nella foto insieme alle ragazze ospiti). Tra queste accompagnare i malati al vicino ospedale di Siteki, visitare a domicilio presso le loro povere dimore nel bush quei malati cronici (soprattutto di AIDS e tubercolosi) che sarebbero altrimenti gravemente trascurati, animare attività di gioco e intrattenimento per gli oltre 100 bambini e ragazzi, orfani e bisognosi, accolti presso l'hostel. Le suore, semplici e laboriose, gestiscono uno staff di circa 40 persone "che lavorano per loro", dice Caterina, "ma soprattutto che, in quel lavoro di ogni giorno, sono educate a servire la loro gente".
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Domenica 11 ottobre, al Santuario della Brughiera presso Trivero (BI), si è tenuta la riunione annuale plenaria della Fondazione Maria Bonino. Nell’incontro, cui ha partecipato anche Alessia Clemente collaboratrice di Guido Bertolaso, è stata esaminata la situazione delle numerose iniziative oggi attive in Africa e condotta un’approfondita valutazione di progetti per futuri interventi in rapporto alle disponibilità finanziarie. I problemi generali riscontrati dalle associazioni umanitarie in questo difficile momento di crisi economica, sono mitigati per FMB dal fatto di avere essa spese di struttura ridotte al minimo.
Con il contributo di membri o collaboratori della Fondazione che nel 2009 si sono recati in alcuni luoghi di intervento, sono stati più approfonditamente illustrati e discussi risultati e problematiche emerse nei progetti in corso in Swaziland e Tanzania.
Tra gli eventi che saranno promossi si è confermato a dicembre l’ormai consueto incontro di fine anno a Biella, mentre si sta lavorando all’organizzazione di un convegno ad Aosta, previsto nella prossima primavera, che, “sui passi di Maria Bonino”, tratterà temi della cooperazione internazionale a favore dell’Africa.
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Il Ministro degli Affari Esteri on. Franco Frattini il 9 febbraio, nel corso della sua visita in Angola, ha ricordato Maria con l’apposizione di una targa presso l’ingresso del giardino dell’Ambasciata italiana nella capitale angolana, Luanda. Su invito del Ministro erano presenti alla cerimonia Paolo Bonino, presidente della Fondazione, insieme alla figlia Cecilia e don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, ong per cui Maria operava, attiva in Angola dal 1997. «Una connazionale eroica che non si è tirata indietro ed è rimasta vicina ai suoi bambini fino a pagare con la vita» ha dichiarato l’ambasciatore a Luanda, Torquato Cardilli, dando poi la parola a don Dante Carraro. «Maria amava dire che non riusciremo forse a rivoluzionare il mondo, ma dobbiamo fare ciascuno la nostra parte. Questa dottoressa coraggiosa mostra in concreto cosa vuol dire per noi essere Medici con l’Africa, assistendo mamme e bambini con grande dedizione, fino in fondo, costi quel che costi».
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La casa costruita per ospitare donne incinte prima del parto presso l’ospedale municipale di Damba, nella provincia di Uige nel Nord dell’Angola (vedi “Damba” tra i progetti conclusi), è stata abitata nel suo primo semestre di vita da ben 83 mamme in attesa, di cui la maggior parte provenienti da villaggi situati a più di 40 km dall’ospedale, con una presenza media giornaliera di 12 ospiti. In una recente visita, il vice-ministro della sanità angolano, conosciuto il successo della casa di Damba, ha dichiarato di voler estendere l’iniziativa delle “case di attesa” a molti altri ospedali del Paese.
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Venerdì 19 dicembre alle ore 18.00, presso la sala congressi Biverbanca in via Carso 15 a Biella, la fondazione ha invitato la comunità biellese al consueto appuntamento annuale in cui è stata illustrata l'attività svolta e presentate le iniziative future. Sono intervenuti il presidente della FMB il dott. Bonino e il dott. Albertazzi, del Consiglio amministrativo della fondazione. Il dott. Raviglione, direttore del Dip. STOP TB dell'OMS di Ginevra e membro del Comitato scientifico della FMB, ha partecipato da Ginevra in collegamento conferenza. Il Sindaco della città di Biella dott. Barazzotto ha portato il suo saluto e il segno della sua partecipazione alle attività della Fondazione.
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La borsa di studio erogata dalla Fondazione Maria Bonino e dall’Ordine dei Medici della Regione Valle d’Aosta, intesa a premiare una tesi di laurea che tratti problematiche mediche dell’infanzia, è stata vinta per l’anno 2007 dal dott. Pampinella dell’Università di Palermo; la premiazione e la relazione del vincitore si è tenuta ad Aosta nell’ambito del Convegno “Sui passi di Maria Bonino…parliamo di cooperazione e pediatria in Africa”.
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Il gruppo dei giovani associati al Lion’s Club di Biella, il Leo Club, ha deciso di devolvere alla Fondazione i proventi del tradizionale “service” di fine anno, ovvero di quelle attività condotte al fine di raccogliere fondi da elargire per azioni benefiche. Il 14 marzo alcuni componenti della Fondazione sono stati pertanto invitati ad un incontro del Leo: si è parlato di attività della Fondazione, ma anche di compagni di scuola, di amicizia che dura, di Maria che unisce. L’attenzione di voi ragazzi ci colpisce davvero, e vi siamo grati per la vostra generosità, anche nell’ascoltarci e nell’accoglierci.
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La Fondazione Maria Bonino, o meglio alcuni suoi componenti che furono, insieme a Maria, alunni del Liceo Classico negli anni ’60, incontra le seconde classi del Liceo il 26 gennaio 2008. “Quando siamo scesi in aula magna … avevamo immaginato il solito incontro per la sensibilizzazione sulla povertà nel mondo. Ma non credo sia andata così, almeno per me…”, citiamo dalla lettera di una studentessa pubblicata su Eco di Biella che, non neghiamolo, ci ha fatto un immenso piacere. “Quello che abbiamo trovato è stato un gruppo di amici, ex compagni di scuola, che, un po’ commossi, ci hanno raccontato la loro storia. Diapositiva dopo diapositiva abbiamo raccolto le loro emozioni, i loro ricordi e la loro tristezza: sì, perché ora Maria non c’è più….Ma in sua memoria è nata una Fondazione con l’obiettivo di continuare a salvare i bambini africani, i suoi ‘catorcini’, come soleva chiamarli lei…”.
Grazie ai ragazzi del Liceo. La vostra partecipazione ci ha davvero commosso.
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Il 7 dicembre alle ore 18.00 la Fondazione Maria Bonino, in un incontro aperto a tutti presso la sala congressi della Biverbanca di Biella, Via Carso 15, ha presentato alcune delle azioni con cui interviene per il miglioramento delle condizioni di vita e di salute dei bambini in Paesi tra i più poveri dell’Africa sub-sahariana.
Oltre al presidente della Fondazione dott. Paolo Bonino, sono intervenuti i dott.ri Mario Raviglione e Giuliano Gargioni, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di Ginevra, e l’Avv. Rodolfo Rosso per la Fondazione Caraccio e l’Orfanotrofio femminile Ravetti, due organizzazioni no profit biellesi la cui azione si coordina con quella della Fondazione Maria Bonino nel sostegno alla St. Philip’s Mission di Mhlatuze, in Swaziland.
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